Ciao Addicted,

quest’estate volevo acquistare una palette di Anastasia Beverly Hilss e nell’indecisione tra la Prism e la Subculture ha vinto a mani basse la Prism. Però, mi era rimasto il pallino di alcuni colori che si trovavano nella palette “perdente”, motivo per il quale ho acquistato la Palette Revolution Icon Division.

Come mai? Dicono sia il dupe economico della Subculture, ma sarà davvero così?

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Lo schema colori è pressochè identico, ma avendo provato la qualità degli ombretti di Anastasia Beverly Hills, parlare di dupe è davvero impossibile, del resto stiamo confrontando due fasce di prezzo nettamente antitetiche: 49 euro per la Subculture contro i 4,99 euro della Iconic Division.

Il prezzo è a dir poco ridicolo, ma proprio per questo gli ombretti hanno anche alcune pecche, che vi dirò tra poco…

La palette contiene 15 colori sui toni del verde (liberamente ispirati alla Subculture) con predominanza di tonalità opache, bel 12 su 15!

Una delle delusioni più cocenti è il primo ombretto della palette un bianco con riflessi oro e rosa che è praticamente invisibile. Lo stesso vale per il verde glitterato che è composto dal 90% di glitter che non si attaccano sulla palpebra neanche con una base sotto o se tamponati con le dita (un altro mondo rispetto agli ombretti di Anastasia Beverly Hills.

Il colore più bello è performante, invece, è senza dubbio l’oro/bronzo shimmer.

I colori che mi spingo ad utilizzare questa palette, sono i gialli/ochra che rendono moltissimo come colori di transizione nella piega dell’occhio (al posto dei soliti marroncini), i marroni e il verde più scuro.

Al contrario, il verde opaco più chiaro è insignificante e una volta sfumato si perde quasi del tutto. Tirando le somme su tutti i pro e i contro, posso dire che questa palette è economicissima e che quindi non possiamo aspettarci grandi performance, ma al tempo stesso, avendo dei colori inusuali, è adatta a chi vuole sperimentare con dei make up diversi dal solito senza spendere grosse cifre.

Non la consiglierei a chi è alle prime armi, non solo per la gamma cromatica diciamo atipica, ma soprattutto perchè è una palette di “supporto”, infatti, solo con questi colori non riesco a realizzare un look completo.

Tuttavia, se siete appassionate di make up, per soli 5 euro, vale la pena di provare nuove tonalità (i gialli sono top!) ed accrescere la make up collection.

Se siete ad un livello professionale o se questi colori sono i vostri preferiti, io mi orienterei su qualcosa di più performante.

Fatemi sapere con un commento la vostra opinione!

25 Replies to “Palette Revolution Icon Division | Recensione | E’ davvero il dupe della Subculture di Anastasia Beverly Hills?”

  1. Anch’io ho acquistato questa palette un bel po’ di mesi fa attratta da quel verde chiaro (e l’ho pagata persino meno di quanto l’hai pagata tu ahaha).
    Torno a casa e quando ho fatto uno swatch ci sono rimasta malissimo … Quel verde è una delusione.
    Sono completamente d’accordo con te, i gialli sono belli ed è una palette di supporto.
    La qualità non è il massimo, però nel complesso non è male come palette.

  2. Per costare solo 4,99€ sono abbastanza buone queste palette, soprattutto i colori opachi! Io ho la Visionary e i colori opachi sono facili da standere, li uso di supporto pure io come colori di transizione, poi trovo che le colorazioni siano molto belle

  3. Non mi intendo di prodotti di questo genere, soprattutto di pallette, ma devo dire che i colori, così a prima vista, mi piacciono molto. Prediligo i colori scuri, quindi di solito il blu…in questo caso direi il verde scuro, anche se sul mio viso che stanno meglio i colori ramati e i marroncini.

  4. Ammetto che “Io e il trucco” siamo un pò due mondi lontani perchè sono molto per la semplicità, mi piace davvero un sacco questa palette!! 🙂

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